Ferentino, 23 settembre 2002

Ieri è venuto a mancare all’affetto dei suoi cari l’ins. Benedetto Catracchia. È doveroso ricordare questo nostro concittadino in apertura di Consiglio Comunale, perché noi siamo debitori della sua lunga attività di studioso e di cultore delle patrie memorie. Nato a Ferentino da una famiglia di solidi principi civili e religiosi, ha testimoniato nella sua lunga vita la fedeltà ai valori, che ha appreso nell’ambito familiare e che poi ha approfondito negli studi umanistici e nella sua quarantennale attività di insegnante.
Ligio al dovere, rigoroso, metodico, onesto, ha amato e curato la sua famiglia: la moglie Cherubina e l’adorata figlia Maria Lucia, punti centrali della sua esistenza. Ma non si è limitato solo ad assolvere ai suoi doveri familiari, si è impegnato nell’attività di maestro cercando in tutti i modi di aiutare i suoi studenti a crescere, osservando i principi morali e religiosi e rispettando le tradizioni familiari e cittadine. Devoto del protettore S. Ambrogio e di S. Pietro Celestino si impegnò nella difesa del culto, della devozione popolare, della conoscenza storica: infatti curò e diede alle stampe l’edizione critica della Passione di S. Ambrogio Martire, il cui manoscritto dell’VIII secolo è conservato nella Biblioteca Nazionale di Parigi. La Famiglia, la Scuola, la Chiesa furono le istituzioni che ricevettero le cure amorose di Benedetto e verso le quali manifestò sempre i più profondi sentimenti di venerazione, ossequio e rispetto. Egli amò anche di un profondo e particolare amore la sua città: Ferentino. Dedicò lunghi anni alle ricerche d’archivio per ricostruire la storia cittadina, per rinvenire le tracce di un passato nobile e glorioso, sviluppando ricerche sui temi della storia romana, medievale e moderna. Dagli anni di scuola fino agli ultimi giorni della sua esistenza terrena si è impegnato a raccogliere materiale storico, a catalogarlo, a studiarlo, interpretarlo e diffonderlo con la parola e con gli scritti. Non si contano le pubblicazioni di Benedetto Catracchia sulla storia di Ferentino. Tutti ricordiamo le appassionate discussioni che Benedetto Catracchia amava intavolare in convegni e tavole rotonde o in Piazza Matteotti con amici e cittadini. In queste animate discussioni
campeggiava sempre Ferentino e la sua storia. Il suo amore per Ferentino e per i suoi monumenti fu testimoniato nell’assolvimento di incarichi che egli svolse in modo del tutto gratuito: fu infatti Ispettore onorario della Soprintendenza alle Belle Arti, Conservatore onorario dell’archivio notarile di Ferentino, Conservatore onorario dell’Archivio Storico Comunale di Ferentino. Collaborò con l’archeologo Alfonso Bartoli e con tutti i numerosi docenti universitari e luminari che lavorarono in Ferentino e per Ferentino. Se non ci fosse stato Benedetto Catracchia, forse, il nostro patrimonio storico, documentario e monumentale, avrebbe conosciuto più gravi e rovinosi danni: egli fu un
custode integerrimo e rigorosissimo, quasi un amante geloso. Tutti noi gli dobbiamo grande riconoscenza e insieme al ringraziamento dobbiamo onorare la sua memoria, ricordando la sua attività e impegnandoci a seguire il suo esempio nella difesa della nostra città, impegno che lui ha assolto con grande decoro e grande abnegazione.
Il Sindaco
Avv. Roberto Valeri