Gli amici
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Ferentino, 20 maggio 2003
di Biancamaria Valeri



Oggi è una giornata molto importante per Ferentino: si scrive nell'albo d'oro della Città l'ingresso di un cittadino onorario, il notaio Giuliano Floridi, che con la sua opera di poliedrico ricercatore e studioso molto lustro ha dato alla Città e molto continuerà a darne nel futuro. Sono molto lieta di salutare l'ingresso di questa nobile persona tra i cittadini che hanno onorato Ferentino e rappresentano una corona di glorie patrie: per due motivi, per l'amicizia personale e familiare che mi lega da oltre trent'anni al notaio Floridi, per l'eccezionalità dell'evento.
Nella più che millenaria storia di Ferentino la cittadinanza onoraria è stata conferita con grande parsimonia: bisognava meritare l'onore della cittadinanza avendo compiuto azioni illustri e, soprattutto, avendo dimostrato grande amore per la Città e le sue istituzioni. Chi è di Ferentino non può ignorare la grande personalità di Aulo Quintilio Prisco (II sec. d.C.), patrono munifico e devoto servitore delle istituzioni cittadine a tal punto da restituire al municipio ferentinate diversi fondi rustici, un tempo proprietà pubblica, che lui aveva affrancato. Per questa azione ed ancor più per il decoro con cui ricoprì le cariche municipali Aulo Quintilio meritò l'onore della cittadinanza e di una statua da erigersi nel foro cittadino. La munificenza di Aulo Quintilio fu sovrabbondante nella riconoscenza: tutti i ferentinati furono nominati eredi da Aulo stesso, che istituì nel suo genetliaco una festa di ringraziamento con elargizione di cibo, vino e doni per i giovinetti, "speranze della Curia".
Fu "cittadino onorario" anche il giovane centurione Ambrogio, ligure di nascita, che in Ferentino abbracciò la fede cristiana e per lei rinunciò ad onori e ricchezze. Donò a Cristo la vita e con il suo sangue Ambrogio diede vita a una gagliarda stirpe cristiana ferentinate.
Venendo a tempi a noi più prossimi, nel XVIII secolo fu cittadino onorario il verolano Vittorio Giovardi, illustre erudito e meticoloso ricercatore di storia patria. Amò sopra ogni altra cosa la cultura e raccolse durante tuta la sua vita un'ingente mole di libri e di codici antichi, istituendo una biblioteca, che ancor oggi è il vanto di Veroli.
Nel XX secolo la cittadinanza onoraria fu conferita all'illustre archeologo Alfonso Bartoli, lo scopritore del teatro romano di Ferentino. Direttore degli scavi del Palatino e del Foro Romano (1925-1945), senatore del Regno, Accademico dei Lincei suscitò negli ambienti universitari rinnovato interesse per la nostra città, che studiò con amore e con successo scientifico.
La cittadinanza onoraria fu conferita anche a Tommaso Leonetti, che fu vescovo di Ferentino dal 1942 al 1962. Gli inizi del suo episcopato coincisero con il periodo più buio di Ferentino, gli anni più tragici del secondo conflitto mondiale. In un momento in cui ogni speranza era perduta e impossibile sembrava la salvezza, egli si prodigò per la città e per i suoi abitanti anche a costo della sua incolumità. Ferentino fu salvata dal disastro totale grazie alla fede volitiva del suo Vescovo ed al suo strenuo impegno per la difesa dei diritti umani.

Ora l'onore della cittadinanza è toccato al notaio Giuliano Floridi. Anche lui ha amato Ferentino; anche lui ne ha difeso i valori, le tradizioni, le memorie; anche lui ha promosso e sostenuto azioni culturali e sociali volte al miglioramento della qualità della vita cittadina. Ha dedicato ogni impegno per salvare e conservare il patrimonio archivistico ferentinate; ha lavorato per la costituzione di istituzioni culturali di respiro storico-giuridico; ha riportato alla luce la storia della Commenda Militense di Ferentino ripristinando la presenza dell'Ordine di Malta in città. In particolare a lui si deve la forte azione amministrativa per la costituzione dell'archivio storico comunale e notarile di Ferentino, che la civica amministrazione volle intitolare al suo antenato, il giureconsulto Antonio Floridi. La delibera, con cui si conferisce la cittadinanza onoraria al notaio Giuliano Floridi, delinea ampiamente la storia personale di questo nuovo concittadino, cui non fanno difetto doti umane di affabilità, cortesia e generosità.
Sono particolarmente commossa in questa occasione perché mi tornano alla memoria tanti  bei ricordi familiari. Ho già detto che da più di trent'anni un vincolo di profonda stima ed amicizia unisce la mia famiglia a quella del notaio Floridi. Infatti agli inizi degli anni '70, quando il Notaio prendeva possesso della sede ferentinate, accompagnato dal notaio Pelloni, già notaio di Ferentino ed anche lui amico di famiglia, si recò a far visita a mio padre Carlo, in quel periodo sindaco di Ferentino. Le prime parole che il notaio pronunciò, appena avvenute le presentazioni, furono: "Farò a Ferentino quanto ho già fatto per la mia patria Guarcino. Ora anche Ferentino è la mia patria". Queste parole trovarono terreno fertile in mio padre, anche lui come il Notaio appassionato amante della sua città e della Storia. Tra i due nacque una profonda amicizia e un solidale e appassionato lavoro per lo studio e la promozione di Ferentino nel campo degli studi storici e degli ambienti accademici. Il loro comune obiettivo era promuovere Ferentino per riportarla al posto di prestigio che le competeva e che nei secoli aveva sempre avuto.
Quanti incontri culturali, quanti convegni storici e culturali, quanti e quali studiosi convergevano su Ferentino da ogni parte d'Italia e d'Europa! Anche quando il Notaio fu trasferito a Roma il lavoro continuò più intenso di prima. Il Notaio ha portato nel suo cuore Ferentino e la Città non ha dimenticato questo affetto.
Con questa cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria Ferentino oggi celebra una nuova "medaglia d'onore", dopo quella ricevuta il 25 aprile scorso in Quirinale dalle mani del Presidente della Repubblica per il merito civile dei suoi cittadini nel corso dei luttuosi eventi della seconda guerra mondiale. Un altro onore si aggiunge: quello di ascrivere tra i cittadini un cittadino illustre per impegno civile e culturale, per intemerata probità, per sincero e convinto spirito di appartenenza ad una Comunità servita con dedizione e competenza.
Nella "giornata" della sua "nascita a Ferentino" un caldo augurio, mutuato dal motto dello stemma cittadino: Det tibi florere Christi potentia vere. Come per Ferentino, anche per te la forza di Cristo ti sia auspicio di vigoria e di prosperità.

Biancamaria Valeri