Cronache
Bonum est faciendum
et persequendum
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FRINTINU ME: Articolo sulla Monarchia Cattolica, Dicembre 2011 (Pag. 2). pubblicata da La Monarchia Cattolica nel Governo degli Stati Italiani il giorno lunedì 19 dicembre 2011 alle ore 19.56 Pomeriggio di cultura a Palazzo Giorgi Roffi Isabelli a Ferentino.

papa-paolo4-carafa.jpgDomenica 27 novembre, presso la storica dimora ferentinate, si è tenuta un’altra manifestazione del ciclo denominato “Incontri in Biblioteca”. La sede della Biblioteca Privata intitolata ad Alfonso Giorgi è il sito naturale candidato a simili manifestazioni culturali. Questa volta il programma ha visto la presentazione dell’ultimo lavoro del prof. Vittorio Ricci dal titolo “La Monarchia Cattolica nel Governo degli Stati Italiani”, edito da Francesco Ciolfi editore, Cassino 2011. A presentare l’opera sono stati la prof.ssa Biancamaria Valeri, in qualità di presidente del Centro Studi Ermini, nonché dirigente scolastico del Liceo Artistico di Frosinone, e il prof. Biagio Cacciola, docente di Storia e Filosofia. A seguito della riuscita presentazione, avvenuta nel Salone di Rappresentanza dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone lo scorso 10 novembre, l’autore ha richiesto la sala della Biblioteca del Palazzo ferentinate per approfondire meglio un tema poco conosciuto del secolo XVI, rivisitato attraverso il ruolo svolto da due fratelli alla corte del “Re Cattolico” Filippo II, il più potente monarca di tutta la cristianità. L’autore, prof. Vittorio Ricci, è nato e vive a Vallecorsa. Docente di Matematica è cultore appassionato di storia locale e proprio dall’esame di uno stemma di una casa spagnola esistente nel suo grazioso paese ha preso spunto per un viaggio a ritroso nel tempo che tocca prepotentemente la nostra Ciociaria. In particolar modo le vicende riguardano la città di Ferentino in quanto sede del Rettorato di Campagna e Marittima. Qui il rettore Giovanni Carafa, nipote del papa, aveva tenuto testa alle truppe spagnole, sconfiggendole più volte prima che queste occupassero la città il 15 settembre 1556. Le Terre di Campagna furono disarmate e in Ferentino si insediò il nuovo Comandante, il cardinale spagnolo don Pedro de Salinas de Sarmento, che prese alloggio nel Palazzo della Rettoria, sull’Acropoli, dividendolo con il vescovo Aurelio Tibaldeschi. Il presule ferentinate era un collaborazionista degli spagnoli, tanto è che Marco Antonio Colonna, che combatteva sotto bandiera spagnola, in quanto privato del ducato di Paliano, nel 1557, nominò il fratello Vincenzo Governatore di Ferentino e Capitano in sostituzione del Salinas. Al termine di questa guerra, per dare seguito al Trattato di Cave furono smantellate tutte le città fortificate del Lazio meridionale, a cominciare dal capoluogo Ferentino, dove furono demolite tutte le fortificazioni dentro e fuori la fortezza. Qui gli artificieri spagnoli avevano minato il castello e le torri, che furono così abbattute e, sebbene fossero state salvate le antiche porte, furono aperte enormi brecce tra le poderose mura. Nel libro sono riportate molte notizie apprese dall’Archivio comunale di Ferentino, in particolare quella che si cita in grassetto: “Quando finalmente l’ultimo “lanzichenecco” lasciò Ferentino lo spettacolo che si presentò agli esuli che rientravano in città fu di una grande desolazione. La rapacità della soldataglia occupante non aveva risparmiato nulla. Quello che non era stato asportato era stato bruciato. I palazzi e le chiese erano stati devastati; i pochi superstiti, vissuti di stenti al servizio degli occupanti, erano ridotti a miserabili larve umane, istupidite e terrorizzate dalle violenze subite dalla furia spagnola”. [con illustrazione: foto del salotto Giorgi con autore, ospiti e relatori].
FRINTINU ME … nun po’ murì, Periodico Bimestrale della Associazione Pro Loco Ferentino, Anno XXXIV N° 6, Dicembre 2011, www.proloco.ferentino.fr.it