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GIOSTRA DELL’ANELLO - PALIO  DI  S. PIETRO CELESTINO

Ferentino, 20 settembre 2009
Annullo filatelico postale, Vascello, ore 16,00


arazzo-bayeux.jpg(Arazzo di Bayeux)

Il 20 settembre 2009 si organizzerà la competizione equestre che ab immemorabili si svolgeva in Ferentino in occasione della memoria del dies natalis di S. Pietro Celestino (19 maggio). Gli statuti cittadini, rimasti in vigore fino alla Rivoluzione Francese, ne danno notizia alla rubrica 43 del libro V; e fonti storiche, conservate nell'Archivio Comunale, attestano che la corsa dei cavalli si è svolta almeno fino al XVI secolo. Nella stessa città di Ferentino si correva un altro palio, quello in onore di S. Ambrogio, il 16 agosto, data del martirio. Dal 1640 per lo spostamento al primo maggio della festa del patrono principale, S. Ambrogio martire, il Palio di S. Pietro Celestino è caduto in desuetudine;  è stato ripristinato dall'Amministrazione guidata dal sindaco Roberto Valeri, dopo che la memoria storica del palio era stata riportata alla luce da una serie di studi scientifici iniziati fin dal 1982 e dalla restituzione alla collettività della chiesa-monastero di S. Antonio abate, primo sacrario di Celestino V.


chiesa-sant-antonio-abate.jpg(Ferentino, Chiesa di S. Antonio abate)
L'Amministrazione Valeri organizzò il torneo equestre dopo aver richiesto una circostanziata relazione storica, sulla quale impostare un Regolamento e la richiesta agli organi competenti di finanziamenti ed autorizzazioni. La prima edizione, svoltasi il 26 maggio 2002, si denominò Giostra dell'Anello, torneo di destrezza in onore di S. Pietro Celestino, perché si voleva evitare il nome altisonante di palio e si voleva dare una connotazione peculiarmente ferentinate a tale evento, distinguendolo da altri avvenimenti similari organizzati nelle città circonvicine (es. Alatri, Anagni, ecc.).  Rimanendo fedele alla tradizione storica, l'Amministrazione Valeri, organizzò la Giostra dell'Anello all'interno delle consuete celebrazioni Celestiniane ferentinati (Settimana Celestiniana), che dal 1990 si svolgono nella seconda metà del mese di maggio a partire dalla celebrazione del beato transito di Celestino V (19 maggio). Le Amministrazioni seguenti hanno spostato la competizione equestre, forse per motivi organizzativi al mese di settembre.


NOTE STORICHE

Gli Statuti medievali di Ferentino (Statuta Civitatis Ferentini, sec. XV, edizione critica a cura di Marco Vendittelli, Roma 1988) ci tramandano la notizia che il Comune in due ricorrenze organizzava la corsa dei cavalli denominata palio, per il drappo di stoffa pregiata che veniva donato al vincitore (libro V, rubrica 43):
a. il 16 agosto dies natalis di S. Ambrogio, principale patrono della città. Il palio si correva in due giorni consecutivi: il primo giorno correvano i cavalli, al vincitore spettava un drappo (bravium) di panno di Firenze o di Verona del valore di due ducati; il secondo giorno correvano le cavalle e alla vincitrice spettava un drappo di panno di Camerino o Aquilano del valore di circa 12 carlini.
b. il 19 maggio dies natalis di S. Pietro Celestino, secondo patrono della città. In questa ricorrenza il palio durava solo un giorno.
Nelle due festività, inoltre, si svolgeva una fiera, libero mercato esente da gabelle, cui partecipavano ambulanti da ogni parte della regione (libro I, rubrica 37). Si deve ricordare che le fiere duravano almeno sette giorni: tre giorni prima della festa e tre giorni dopo la festa.
Il palio si è svolto almeno fino alla fine del XVI sec. come attestano i documenti conservati nell’Archivio Storico Comunale, che tuttavia non ci descrivono le modalità di svolgimento del torno. Possiamo congetturare che si trattava di una corsa alla quale partecipavano i quattro quartieri in cui si divideva la Città:
a. Quartiere di Porta Montana
b. Quartiere di Porta Posterula o S. Francesco
c. Quartiere di Porta Sanguinaria
d. Quartiere di Porta del Borgo o Porta S. Agata.

Non è attestato nei documenti neanche il tragitto della corsa. Forse i cavalli correvano nel largo in cui si svolgeva il mercato cittadino del sabato, ossia lo spazio dell’attuale Piazza Matteotti, che fino alla fine del XVII sec. era molto più ampio dell’attuale. (Solo alla fine del XVII sec. è stato costruito il Palazzo Stampa, sede dell’odierno Palazzo Municipale). Questo era l’unico spazio ampio e pianeggiante della città ed era anche il centro della zona commerciale cittadina, essendo limitrofo al quartiere abitato dalla Comunità ebraica, il quartiere di S. Andrea.
vascello.jpgOppure il percorso del palio poteva essere il seguente: i cavalli entravano da Porta Montana, nelle cui adiacenze già dall’antichità era ubicato il foro boario (mercato delle bestie), percorrevano il tracciato dell’odierna Via Consolare fino all’attuale Piazza Matteotti (detta Piazza del Mercato fino al 1870), proseguivano per Via XX Settembre (detta Via di San Francesco fino al 1870), uscivano da Porta Posterula o S. Francesco, percorrevano l’attuale Viale Guglielmo Marconi (Vascello), per arrivare al traguardo posto davanti a Porta Montana o in località Collepero.
Dopo anni di paziente indagine archivistica si è riportata alla luce la secolare storia dei legami tra Ferentino e Clestino V ed, in particolare, è stato posto particolare interesse al recupero della chiesa-cenobio di S. Antonio abate e al recupero delle tradizioni religiose e folkloristiche connesse al culto di S. Pietro Celestino. Così la Comunità ferentinate ha ripristinato la bella tradizione del torneo di destrezza che si gareggiava in città in onore del secondo patrono S. Pietro Celestino: La Giostra dell’Anello. Anche se i documenti storici finora esaminati non fanno menzione delle modalità del torneo e dei “colori” attribuiti a ciascun quartiere, tuttavia è possibile offrire una ricostruzione plausibile della tenzone.
 


La gara, secondo il Regolamento approvato nell'anno 2002, si svolge in località Vascello e consiste in un torneo di destrezza in cui i cavalieri rappresentanti i quattro quartieri cittadini infilano alcuni anelli di misura decrescente. Vince il cavaliere che avrà compiuto il torneo nel più breve tempo possibile e con un minimo numero di penalità. Per i colori dei quattro Quartieri si fa riferimento a quelli con cui venivano designate le quattro confraternite cittadine, erette nelle chiese rappresentative di ciascun quartiere:

tabella-giostra-anello.jpg












Il premio per il vincitore della competizione è il drappo dipinto (palio, bravium) di panno pregiato, sul quale sono ben visibili i simboli di S. Pietro Celestino in relazione ai suoi legami con Ferentino:
a. lo stemma del Comune: giglio bianco in campo rosso cremisi o scarlatto;
b. il monastero di S. Antonio abate;
c. il Cuore incorrotto del Santo, raggiante di luce;
d. lo stemma dei Fratelli dello Spirito Santo, la congregazione di monaci fondata da Celestino V, rappresentato da una croce latina intorno alla quale si avvolge la S del nome Spirito Santo. Tale stemma è desunto da quello affrescato in S. Antonio abate sull’arco trionfale.

Biancamaria Valeri