Linee biografiche
Bonum est faciendum
et persequendum
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GIUSEPPE ERMINI

 

"Aequam memento rebus in ordinis servare mentem"

 

Linee biografiche


Roma 20 luglio 1900
Giuseppe Ermini nacque da Filippo e Adele Santambrogio.
Il padre, laureato in Giurisprudenza e Belle Lettere, dal 1912 fu docente di letteratura latina medioevale nell'Università di Roma.


1909
Giuseppe Ermini si iscrisse, dopo aver frequentato l'Istituto delle Suore Giuseppine, alla classe quarta del Collegio Santa Maria (Roma), scuola dove il padre era docente di lettere e preside.


1915
Concluse brillantemente il quinto ginnasio nel Collegio Santa Maria.


1917

Dopo aver frequentato il liceo classico "Ennio Quirino Visconti",  si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza


1921
Si laureò a soli 21 anni in Giurisprudenza discutendo, sotto la guida di Giovanni Brandileone, una tesi in storia del diritto italiano su Giovanni da Legnano, giurista di diritto comune del sec. XIV.


1926

Conseguì la libera docenza e fu incaricato di storia del diritto italiano all'Università di Urbino.


1927
Vinse la cattedra di storia del diritto italiano e fu chiamato ad insegnare all'Università di Cagliari.


marzo 1928
Giuseppe Ermini incontrò Lea, nella sala A della Biblioteca Vittorio Emanuele di Roma. Si sposarono il 28 luglio del 1930 a Fabriano. Officiò il rito religioso, limitato al suo aspetto sacramentale e lontano dal clamore della grande città , lo zio dello sposo mons. Luigi, vescovo di Fabriano. Dal matrimonio durato 41 anni nacquero ben undici figli.


1931
Fu nominato membro e segretario della Commissione per lo studio del diritto comune pontificio.


1932
Si trasferì nell'Università di Perugia, dove ottenne la cattedra di storia del diritto italiano. Nell'ateneo perugino rimase fino alla conclusione della sua carriera accademica.

8 giugno 1935
La morte del padre investito in Via Arenula (Roma) lo segnò profondamente.


1935

Fu nominato preside del Collegio Santa Maria.
Il ginnasio, grazie all'impegno di Filippo Ermini, aveva ottenuto la parifica; l'impegno di Giuseppe Ermini, nuovo preside del Collegio, fece ottenere, l'11 maggio 1936, la parifica anche per il triennio liceale.


1940-1975

Fu professore di diritto comune all'Università Lateranense (Roma).


1943

Fu nominato Commissario dell'Università di Perugia.


1944

Fu nominato rettore dell'Università di Perugia, carica che mantenne ininterrottamente fino al 1976, con una breve interruzione nel periodo in cui fu Ministro P. I.


1946

Entrò a far parte, come esperto, nel Consiglio centrale della FIDAE (Federazione degli Istituti Dipendenti dall'Autorità Ecclesiastica).


1946

Venne eletto all'Assemblea costituente nelle liste della D. C. per il collegio elettorale di Perugia. Iniziò una lunga, brillante e impegnativa attività politica.
Nell'Assemblea Costituente fece parte della Commissione dei 75.
Partecipò al dibattito generale sul progetto di Costituzione, specialmente in tema di diritto allo studio.

 

10 dicembre 1946
Fu fondata con atto notarile dell’Avv. Tito Staderini l’A.N.S.I (Associazione Nazionale Scuola Italiana), successivamente eretta in Ente morale il 21 marzo 1949 con D.P.R. n. 216 del 21/3/49, pubblicato sulla G.U. n.114 del 18/5/1949. L’on. Prof. Giuseppe Ermini fu tra i fondatori e i primi dirigenti dell’Associazione. Le finalità principali dell’ANSI erano quelle della rinascita democratica del Paese e del risveglio della coscienza civica nel popolo, per la formazione della gioventù sia a livello educativo sia a livelo lavorativo.


1946-1976

Svolse attività parlamentare dalla I alla VII legislatura (1976). Dalla I alla IV legislatura sedette nella Camera dei Deputati; dalla V alla VII in Senato.
Impressionante è il numero di relazioni che tenne in parlamento su ogni aspetto della vita scolastica ed universitaria.
Fu relatore e sostenitore convinto della legge istitutiva dell'assegno di studio per gli studenti meritevoli e capaci, ma privi di mezzi.
Promosse disegni di legge che istituivano, previa trasformazione in istituzioni statali di un preesistente istituto superiore, l'Università di Trento ed ex novo l'Università della Calabria.


1949

Partecipò ai lavori della Commissione straordinaria di studio  per i problemi della scuola cattolica dell'UCE.


1951-1953

All'interno del suo partito, la Democrazia Cristiana, si collocò su posizioni centriste. In questo periodo fu dirigente centrale dell'ufficio per le attività culturali.


7 giugno 1952
Istituì a Spoleto il Centro italiano di studi sull'Alto Medioevo collegato all'Università di Perugia.

L'8 giugno il Centro fu solennemente inaugurato alla presenza del dott. Mario Di Domizio, in rappresentanza del Ministro della P. I., e delle Autorità civili militari e religiose di Perugia e Spoleto.
La "gestazione" del Centro era iniziata il 30 settembre del 1951.

Ermini ne fu presidente fino al 1977.


Dal 18 gennaio al 10 febbraio 1954

Nel primo governo Fanfani venne nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.


1954-1955
Fino al 19 settembre 1954 fu sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo Scelba (II legislatura),.

Il 19 settembre 1954 il Presidente Scelba lo nominò Ministro della Pubblica Istruzione.
Sotto il suo ministero vennero varati i programmi della rinnovata scuola elementare.


3 aprile 1955

Istituì a Todi il Centro di studi sul basso medioevo denominato Accademia Iacopone da Todi. Successivamente il Centro assunse la denominazione "Accademia Tudertina - Centro nazionale di studi per la spiritualità medievale".

Di questo Centro Ermini fu presidente fino al 13 dicembre 1976.

 

1958
Giuseppe Ermini restituì al culto la chiesa dell'Università.

Nel 1810 i monaci Olivetani - avendo lasciato il monastero da pochi anni costruito, denominato "Montemorcino nuovo" - diedero all'Università perugina la possibilità di trasferirsi in quella bellissima struttura monastica, costruita di fresco come una fortezza. La chiesa, edificata su disegno del Vanvitelli, che i monaci avevano dedicato all'Annunciazione di Maria ed abbellito con marmi e suppellettili di pregio, fu denudata di ogni segno religioso e adattata ad aula magna. A questo è servita fino al 1958. Lì sono avvenute manifestazioni culturali, lezioni, conferenze, riunioni degli organismi accademici e discussioni di tesi di laurea.
Nel dopoguerra, nella fase di ricostruzione generale del Paese, a Perugia il rettore Giuseppe Ermini svolse una poderosa opera di rilancio dell'Università, con l'istituzione di nuove facoltà e con il reperimento di nuovi edifici e nuove costruzioni. L'opera più imponente realizzata è stata la nuova aula magna, in stile moderno, disegnata dall'architetto Giuseppe Nicolosi.
Ermini era un fervente cattolico. Fu sua la scelta di riconsegnare quell'edificio che era nato come chiesa alla sua funzione originaria. Quest'idea l'ebbe anche perché conosceva la presenza di chiese destinate al servizio liturgico per gli studenti e i docenti universitari già ben funzionanti all'estero. Così nel 1958, in gennaio, dopo mesi di contatti e di lavori, nella chiesa ritornata ad essere quello per cui era stata costruita avvenne la celebrazione della prima messa, in occasione dell'inaugurazione dell'Anno accademico. Fu una manifestazione molto solenne. Il celebrante era l'arcivescovo mons. Pietro Parente; presente il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, tutto il Corpo accademico, moltissimi studenti. Il fatto ebbe la risonanza di un evento storico. Non tanto per la restituzione materiale dell'edificio, ma perché in una società culturalmente e ideologicamente conflittuale veniva dato riconoscimento che anche nell'università, così gelosa della sua laicità e autonomia, c'è uno spazio di libertà religiosa per coloro che vogliono esprimere la loro appartenenza alla Chiesa.
 

1958
Fu eletto presidente della Commissione P. I. della Camera dei Deputati, commissione della quale era membro dal 1948.
Detenne la carica fino al 1969.

 

1958
Fece approvare la legge speciale sulla conservazione di Assisi.

 

1959
Fu relatore di maggioranza del Piano per lo sviluppo della scuola nel decennio 1959-1969.


1961
Nella IV legislatura diede un grande contributo alla riforma della scuola italiana. Fu al fianco del ministro Gui nel corso della lunga gestazione della riforma scolastica e diede un notevole contributo per la legge di riforma dell'Università (legge 2314).


1961
Fu nominato membro della Commissione per le attività culturali della conferenza episcopale e in particolare della COECS (Commissione esperti educazione cultura e scuola).

Contemporaneamente fu consultore per la Congregazione vaticana per l'educazione cattolica.


1962
Fu chiamato a dirigere la commissione bicamerale di indagine sullo stato e sui bisogni della P. I. italiana.


1962

Ricevette il Premio INARCH.
Contro il parere di molti urbanisti egli scelse di fare dell'università un fattore di restauro del centro storico.
Ermini, unico tra i rettori italiani, non indulse nella tentazione di creare improbabili campus moderni al di fuori delle mura delle antiche città universitarie.


1962

Fondò a Gubbio il Centro di studi umbri, gestito e diretto dalla presidenza della Facoltà di Lettere e Filosofia di Perugia. Il centro promuoveva studi intesi nel senso più ampio e senza specifici limiti cronologici.


1970

Il Rettore, prof. Giuseppe Ermini, fece completare il recupero del palazzetto cinquecentesco, noto come Palazzo Pontaniper, per sistemarvi la raccolta di gessi, formati su originali greci etruschi e romani, che era stata costituita dal prof. Filippo Magi (Firenze 1905-1986) professore ordinario di Archeologia e Storia dell'arte greca e romana e di Etruscologia e Antichità italiche presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Perugia dal 1960 al 1975. La collezione, nata come "Gabinetto Scientifico" per l'insegnamento dell'archeologia e per lo studio delle opere d'arte antiche, era stata inizialmente sistemata al piano terra del cinquecentesco Palazzo Alfani-Manzoni, sede della Facoltà di Lettere e Filosofia. Grazie all'intervento del Rettore la Collezione venne allocata negli spazi degli antichi magazzini quattrocenteschi del Palazzo Pontaniper, che prospettano su via del Verzaro. L'allestimento venne curato dallo stesso prof. Filippo Magi coadiuvato dalla prof.ssa Gianna Dareggi ed il restauro delle sculture fu effettuato dal maestro formatore di Perugia Roberto Cappelletti.
La Gipsoteca è oggi non solo strumento di lavoro per gli studenti che frequentano i corsi di Archeologia ma anche aula didattica in cui si tengono conferenze e seminari.


1972

Per fermo volere di Giuseppe Ermini venne riorganizzata la Società internazionale di studi francescani, società fondata nel 1902 da Paul Sabatier. Giuseppe Ermini le dava un nuovo statuto e la elevava alla dignità di istituto d'emanazione universitaria e la collegava alla cattedra di studi francescani, da lui inserita nello Statuto della Facoltà di lettere e filosofia di Perugia. 


1972-1974

Giuseppe Ermini svolse un importante ruolo a Palazzo Madama, quando furono poste le fondamenta per l'istituzione del Ministero per i beni culturali e ambientali.
Fu relatore di maggioranza per la legge istitutiva del Ministero dei Beni Culturali.

Fu presidente del comitato parlamentare per l'attuazione dei decreti delegati relativi alla costituzione del Ministero medesimo.


1973

Giuseppe Ermini venne nominato Presidente della Giunta centrale per gli studi storici. Ricoprì la carica fino al 1981.


18 settembre 1973

Fondò a Spello, città "romana", l'Accademia romanistica costantiniana, quale centro di studi storico-giuridici costantiniani e sul Basso Impero.

L'Accademia era costituita al fine di porre a disposizione degli storici del diritto una nuova struttura e nuove occasioni per impegno di lavoro e di dibattiti.

L'Accademia era collegata alla facoltà di diritto dell'Università di Perugia.


dicembre 1977
Per volere dei figli nacque "L'Aracoeli" il periodico della Famiglia Ermini. Giuseppe Ermini sul primo numero scrisse l'editoriale e dettò la finalità del periodico: "Si tratterà, con umiltà assoluta, degli uomini e dei fatti che si sono succeduti nell'antica famiglia, e pertanto anche di quanto attiene alla sua romanità. Si tratta di famiglia di vecchi principi cattolici e nazionali, ed a questo richiamo vuole la presente pubblicazione rimanere fedele".


13 febbraio 1977

Giuseppe Ermini partecipò a Ferentino al Convegno "Il paleocristiano in Ciociaria", organizzato dal prof. Antonio Quacquarelli, docente di Letteratura cristiana antica greca e latina (Università di Roma) e presidente dell'Accademia Bessarione di Roma.

Relatori del Convegno furono la prof.ssa Letizia Pani Ermini e la dott.ssa Anna Maria Ramieri dell'Università di Roma.

Le relatrici presentarono i loro studi relativi all'insediamento della primitiva comunità cristiana nel territorio di Anagni e agli studi sulla catacomba di Vico Moricino (prof.ssa Letizia Pani Ermini); e il corpus della scultura altomedievale con le relative iscrizioni (dott.ssa Anna Maria Ramieri).

In tale occasione il prof. Ermini, "innamoratosi" della città di Ferentino cominciò a progettare l'istituzione di un premio da assegnare agli studiosi che si interessassero di studi ferentinati.


15 giugno 1977

Giuseppe Ermini trovò facile corrispondenza al suo entusiasmo negli amministratori comunali dell'epoca e con atto deliberativo del 15 giugno 1977 venne istituito il "Premio Città di Ferentino".

Il premio doveva avere cadenza triennale e doveva essere assegnato per la migliore ricerca o studio sulla storia, sul diritto, sulla letteratura, sull'archeologia di Ferentino e suo territorio, con riferimento alle vicende nazionali ed europee.


12 novembre 1978

La prima edizione del premio "Premio Città di Ferentino"  ebbe vincitrice la dott.ssa Anna Maria Ramieri, originaria di Ferentino, che vide pubblicata la sua ricerca (La diocesi di Ferentino. Corpus della scultura altomedievale, XI Spoleto, 1983).

L'assegnazione del premio avvenne nella sala storica del Comune di Ferentino, la sala di rappresentanza dell'Archivio Storico comunale e notarile "Antonio Floridi". Il premio venne consegnato dallo stesso Giuseppe Ermini che nel contesto della manifestazione diede notizia dell'istituzione del Centro di studi storici Città di Ferentino.
Iniziò una fervida ed entusiastica collaborazione tra Giuseppe Ermini, Giulio Battelli, insigne paleografo e nipote dell'archeologo Alfonso Bartoli, benemerito studioso di Ferentino, e Carlo Valeri, assessore alla cultura del Comune di Ferentino. Di tali vicende si conserva un ricco carteggio inedito.


21 maggio 1981
Il prof. Giuseppe Ermini, dopo breve malattia, muore a Roma.
Ermini lasciò un breve scritto di commiato dalla vita di questo mondo: una breve lettera indirizzata "Ai miei undici figli", chiusa in una busta "da aprire dopo la mia morte".
"Grazie anzitutto a Dio di avermi dato vita lunga e bella famiglia, senza mai far mancare a quest'ultima il necessario. Vi prego vivamente di provvedere a mammà, che è stata la vera fortuna della mia vita. Datele ciò che mai vi chiederà, perché tale è il suo carattere. Pensate  a lei prima che ad ogni altra cosa, sicché senta il meno possibile la mia mancanza. Vi prego di dividere con affetto tra voi tutto quel che è di mia proprietà, dopo aver soddisfatto ogni esigenza di mammà".
Lea si ricongiunse all'adorato "Peppino" nel dicembre 1989, portando con sé un plico di lettere che, disse, avrebbe voluto rileggere con lui per ricordare insieme la loro "perfetta amicizia" terrena.


1° ottobre 1985

Riconoscimento della personalità giuridica e approvazione dello statuto del Centro di studi internazionali di Ferentino (DPR n. 810) intitolato al "prof. Giuseppe Ermini".