Ermini e Ferentino
Bonum est faciendum
et persequendum
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Il sen. Ermini negli ultimi anni della sua vita fu spesso ospite a Ferentino, città che gli ricordava molto l'ambiente umbro dove aveva trascorso molta parte della sua vita. Fu, infatti, rettore dell'ateneo perugino per oltre 40 anni e nella regione umbra si prodigò come mecenate della cultura istituendo prestigiosi centri di studio e di ricerca storica.

L'inizio dell'attività culturale a favore della cittadina ciociara iniziò il 13 febbraio 1977, quando Giuseppe Ermini partecipò al Convegno "Il paleocristiano in Ciociaria", organizzato a Ferentino dal prof. Antonio Quacquarelli, docente di Letteratura cristiana antica greca e latina (Università di Roma) e presidente dell'Accademia Bessarione di Roma. Relatori del convegno furono la figlia del professor ermini, la prof.ssa Letizia, e la dott.ssa Anna Maria Ramieri dell'Università di Roma. Le relatrici presentarono i loro studi relativi all'insediamento della primitiva comunità cristiana nel territorio di Anagni e agli studi sulla catacomba di Vico Moricino (prof.ssa Letizia Pani Ermini); e il corpus della scultura altomedievale con le relative iscrizioni (dott.ssa Anna Maria Ramieri).

In tale occasione il prof. Ermini cominciò a progettare l'istituzione di un premio da assegnare agli studiosi che si interessassero di studi ferentinati. Giuseppe Ermini trovò facile corrispondenza al suo entusiasmo negli amministratori comunali dell'epoca e con atto deliberativo del 15 giugno 1977 venne istituito il "Premio Città di Ferentino". Il premio doveva avere cadenza triennale e doveva essere assegnato per la migliore ricerca o studio sulla storia, sul diritto, sulla letteratura, sull'archeologia di Ferentino e suo territorio, con riferimento alle vicende nazionali ed europee. Con l'istituzione del Premio "Città di Ferentino" Giuseppe Ermini intendeva gettare le basi per realizzare in Ferentino quanto aveva costruito in Umbria; se in Umbria l'Università di riferimento era stata l'ateneo di Perugia, per Ferentino l'Università sarebbe stata "La Sapienza" di Roma. In questo suo sogno trovò alleato Carlo Valeri, assessore alla cultura del Comune di Ferentino, che subito sposò il progetto. Iniziò una fervida ed entusiastica collaborazione tra Giuseppe Ermini, Giulio Battelli, insigne paleografo nipote dell'archeologo Alfonso Bartoli, e Carlo Valeri, di cui si conserva un ricco carteggio inedito.

Dapprima si ottenne l'istituzione del Premio "Città di Ferentino"; subito dopo fu eretto un Centro di Studi Storici, che avrebbe dovuto sostenere l'onere dell'organizzazione del premio ed anche  le attività culturali e di ricerca nelle quali coinvolgere l'Università di Roma. Bisognava necessariamente fare riferimento all'istituzione universitaria per avere rigore scientifico e metodologico e per poter convogliare al meglio le energie vitali e fresche dei giovani studiosi del territorio, che si facevano onore per la loro valentia.

La prima edizione del premio "Premio Città di Ferentino" fu vinta dalla dott.ssa Anna Maria Ramieri, originaria di Ferentino, che presentò alla Commissione un'interessantissima ricerca: La diocesi di Ferentino e il  Corpus della scultura altomedievale. L'assegnazione del premio avvenne il 12 novembre 1978 nella sala dell'Archivio Storico comunale e notarile "Antonio Floridi". Il premio venne consegnato dallo stesso Giuseppe Ermini che nel contesto della manifestazione diede notizia dell'istituzione del Centro di studi storici Città di Ferentino.

Il Centro fu eretto in Ente morale con DPR 810 nel 1985 e fu denominato Centro di Studi internazionali "Giuseppe Ermini" in onore dell'insigne studioso, che già nella sua giovinezza si era interessato di Ferentino, studiando la storia dei comuni italiani, e che era scomparso, dopo breve malattia, il 21 maggio 1981.